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La SS. Annunziata di Firenze Santuario dell'Ordine dei Servi di Maria |
Il Santuario nella Famiglia dei Servi di Maria e nella società cristiana Sito ufficiale |
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Il Santuario Apertur Giorni feriali e festivi ore 7,30 - 12,30; ore 16 - 18,30; inoltre nei festivi ore 20,45 - 21,45 SS. Messe. Feriali: ore 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 18 Festive: ore 7 - 8,30 - 10 - 11,30 - 13 - 18 - 21 Orario confessioni ore 8 - 12,30 ore 16,30 - 18,30 Un po' di storia Parrocchia (la storia) Annate del Bollettino. Indice degli articoli: Andrea Del Sarto Due lunette di Giovanni di Cornelio Tedesco Conventi OSM dalle pubblicazioni
Indirizzo postale:
Convento della SS. Annunziata via Cesare Battisti, 6 50122 Firenze (FI)
tel. 055 266181 (centralino) fax 055 2661894 (anche per eventuali richieste al p. priore e al parroco)
Parroco (p. Lamberto M. Crociani)
Coro della SS. Annunziata (dir. p. Alberto M. Ceragioli) 055 578001
Piccolo Coro Melograno (dir. m.° Laura Bartoli) 347 61115556
e-mail del sito (solo per argomenti riguardanti il sito)
Curatore del sito Te lucis ante términum
rerum Creàtor póscimus Ut pro tua clemèntia Sis praesul et custódia.
Procul recédant sómnia, Et nóctium phantàsmata; Hostémque nostrum cómprime, Ne polluàntur córpora.
Praesta, Pater piìssime, Patrìque compar Unice, Cum Spìritu Paràclito Regnans per omne sàeculum. Amen.
Preghiera della sera
Prima che dilegui la luce, o Creatore del mondo, noi ti preghiamo, per la tua clemenza, di vegliare su di noi e di custodirci.
Stiano lontani i sogni e i fantasmi della notte: trattieni il nostro nemico, perché il nostro corpo non ne sia contaminato.
Concedi a noi questa grazia, Padre pietosissimo, e Tu, Unigenito uguale al Padre, che con lo Spirito Santo regni per tutti i secoli. Così sia].
Inno attribuito a S. Ambrogio († 397), vescovo di Milano, ma forse di Anonimo del V-VI sec., inserito nella liturgia di Compieta, l’ultima ora canonica.
Aeterne rerum Conditor
Aeterne rerum Conditor, noctem diemque qui regis, et temporum das tempora, ut alleves fastidium.
Nocturna lux viantibus a nocte noctem segregans, praeco diei iam sonat, jubarque solis evocat.
Hoc excitatus Lucifer solvit polum caligine: hoc omnis erronum cohors viam nocendi deserit.
Hoc nauta vires colligit, pontique mitescunt freta: hoc, ipsa petra Ecclesiae, canente, culpam diluit.
Surgamus ergo strenue: gallus iacentes excitat, et somnolentos increpat, gallus negantes arguit.
Gallo canente, spes redit, aegris salus refunditur, mucro latronis conditur, lapsis fides revertitur.
Jesu, labantes respice, et nos videndo corrige: si respicis, labes cadunt, fletuque culpa solvitur.
Tu, lux, refulge sensibus, mentisque somnum discute: te nostra vox primum sonet, et vota solvamus tibi.
Annuncio di vita e di luce
Creatore eterno dell'universo, che reggi la notte e il giorno e alterni le diverse ore del tempo per alleviare il peso della noia.
Luce notturna ai viandanti, che fa albeggiare la notte, il messaggero del giorno già canta ed evoca il raggio del sole.
Al suo canto, si desta la stella del mattino e sgombra il cielo dall'oscurità. La schiera degli errabondi lascia la via dei misfatti.
Il navigante riprende forza, s'acquetano le onde del mare; a quel canto, anche la pietra della chiesa (Pietro), pianse la sua colpa.
Alziamoci adunque con coraggio: il Gallo incita i giacenti, rimprovera i sonnolenti, e condanna i restii (ad alzarsi).
Al canto del gallo, torna la speranza, è ridonata la salute agli infermi, si ringuaina il pugnale dell'assassino, torna la fede a chi è smarrito.
O Gesù, custodisci noi che vacilliamo, e col tuo sguardo richiamaci, se ci proteggi, cadono le lordure, e col pianto si dissolve la colpa.
O luce, brilla nei nostri cuori, scuoti il torpore della nostra mente: Te per primo canti la nostra voce: e a te sciogliamo il voto della preghiera.
Autore: Sant'Ambrogio vescovo di Milano (m. 397). Inni ( da: Antiche preghiere cristiane a cura di Paolo Lino Zovatto, Edizioni Fussi, Sansoni Firenze 1957). REGINA SAPIENZA
O
regina Sapienza, Signora
santa Povertà,
Signora
santa Carità Santissime
virtù tutte,
Quasi
non c’è uomo al mondo
Chi
ne ha una non
ne ha alcuna e le offende tutte;
La
santa Sapienza confonde satana
la
santa Povertà confonde ogni cupidigia e avarizia
La
santa Umiltà La
santa Carità
La
santa Obbedienza in
obbedienza allo spirito
e
rende l’uomo soggetto e
non soltanto agli uomini, così
che possono fare di lui
S. Francesco d'Assisi
La crocetta d'oro
Io porto tanto amore a una crocetta d’oro che s’apre sul mio cuore.
È un tenue lavoro, non è un ricordo, no; come l’ebbi, l’ignoro.
Io l’amo poiché so che croce fu dolore, e assai ne spasimò un mio dolce Signore.
Sergio Corazzini, Liriche, Ricciardi, Napoli ca. 1908
Madonna della Santoreggia di Montepulciano.
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S. Maria di Cafaggio, la prima chiesa - S. Maria dei Servi, il suo nome nei secoli, poi diventato la Santissima Annunziata. ...E Dio creò il cielo e la terra
Nella
La Pietà dell'ora del vespro
La Pietà: «sotto questo appellativo si raccolgono due tipi diversi d'immagini. L'uno, chiamato anche il “Cristo in pietà”, si riallaccia alla leggenda della visione avuta da S. Gregorio (messa di S. Gregorio), quando celebrando all'altare vide sensibilmente il Cristo sul sarcofago. Questo tipo si diffonde particolarmente sulla fine del sec. XIV. A volta si presenta col Cristo solo sul sarcofago, oppure sostenuto dagli Angeli, dalla Vergine, da Giovanni e dalla Maddalena, o da altri Santi [...]. continua nel file pdf
Un'immagine di Pentecoste senza Maria
Lo
spirito, in ebraico ruakh, è la forza divina capace di trasformare l’uomo
e il mondo, è irruzione e trascendenza, ma è anche il respiro dell’uomo,
quello corto dell’impaziente o il respiro lungo della persona
paziente. Lo spirito ha inoltre funzione ordinatrice fino dall’inizio
del mondo: nella Genesi (Bereshit, l’inizio) al secondo versetto «lo
spirito - il grande vento - di Dio aleggiava sopra le acque» (ruakh
elohim merahefet al-pnei ha-mayim).
Il
Cristo risorto comunica alla sua Chiesa lo spirito di cui è pieno.
«Compiendosi poi il giorno della Pentecoste si trovavano tutti adunati
insieme. All’improvviso venne dal cielo un suono come di vento che
soffia impetuoso e riempì tutta la casa dove erano seduti. Apparvero
quindi ad essi delle lingue come di fuoco separate e si posò ognuna
sopra ciascuno di loro. Sicché tutti furono ripieni di Spirito Santo
(in greco: pneumatos aghiou) ...
Il sepolcro del Venerdì Santo nell'Ordine dei Servi di Maria L’Ordine
dei Servi di Maria ha sempre celebrato con solennità In particolare il Venerdì Santo si allestiva un sepolcro sotto l’altare maggiore e i fedeli venivano ad onorare la morte di Gesù e i tristissimi dolori di Maria. Il sabato santo prima di Pasqua si incoronava solennemente la Vergine Maria reginae Coeli. La partecipazione del popolo alla cerimonia fu incoraggiata da indulti dei papi Callisto III e Innocenzo VIII. Riguardo a questo culto speciale alla Madonna, S. Alessio Falconieri soleva ripetere che un grande bene sarebbe venuto all’Ordine se lo avesse sempre praticato, e gravissimi danni in caso di una sua negligenza.
La «pietà cristiana» era fatta di rapporti interpersonali poco visibili e piuttosto delicati. D’altronde la Nascita del Bambino e l’annuncio ad angeli invisibili e a pastori infreddoliti furono avvenimenti poco eclatanti per il mondo di allora, ma sono diventati pilastri della Chiesa vivente. Hanno prodotto le nostre belle opere d’arte, gli splendidi doni offerti dai fiorentini al Signore e a Maria, la disposizione amorevole verso il prossimo e tante altre consuetudini di fraternità. ... Scrisse il padre Taucci, «questo ci è attestato più volte nella loro leggenda: attendevano alla conversione dei prossimi, dice fra Pietro da Todi, non solo attraverso le opere di misericordia che facevano, ma anche direttamente, osservando le loro sregolatezze, e richiamandoli al bene, ed impedendo che discendessero nelle miserie del peccato ...». [Redazione]. vedi l'intero articolo Andiamo
ad adorare il Bambino, come hanno fatto Maria e Giuseppe, gli angeli, i
pastori, i re e Il silenzio avvolge l’adorazione; non occorre pronunziare lunghe parole e discorsi di circostanza; non bisogna nemmeno avere paura di avvicinarsi. L’offerta dei doni al Bambino è senza presentazione: d’altronde ciò che possiamo portargli è muto: parte dal cuore, dagli affetti, dalle nostre aspirazioni per le quali già lo preghiamo tutti i giorni con insistenza. Nella sua maternità divina, verginale e piena di salvezza, Maria ci conduce verso chi attendiamo e cerchiamo da sempre, che confusamente comprendiamo, che vorremmo per sempre con noi. È la gioia che si desidera prolungare nell’eternità, è il bene che deve essere scelto, è la pace paziente della volontà buona, è la purezza dell’affetto [B.]. La Mater Dolorosa di Luigi Mussini e la poesia di Cesare Guasti
Nel 1856 il pittore Luigi Mussini (Berlino 1813-Siena 1888) dipinse per la marchesa Maria Ballati Nerli di Siena «un tabernacolino» da capo di letto. Rappresentava la Mater Dolorosa la cui bellezza fu fonte di ispirazione per un amico di Luigi, lo scrittore e archivista, venerabile per la Chiesa, Cesare Guasti, (Prato 1822-Firenze 1889) nello scrivere una mirabile poesia sulla Madonna Addolorata. Era da poco scomparsa anche una gentile e colta ragazza pratese, Ebe Benini (Prato 1830-1855), molto ammirata dal Mussini. La poesia di Cesare Guasti e la devozione della moglie Annunziata Becherini
Nella
cappella dell'Assunta del Santuario si trova questa tavola del Perugino
rappresentante l'Assunzione di Maria dipinta già per l'altar maggiore.
E' il particolare della Madonna racchiusa nella «mandorla», il
riflesso luminoso che è emanazione della luce divina nella apparizione
di Dio e allo stesso tempo velatura di questa luce per chi la guarda,
simbolo dell'interiorità nell'esteriorità.
Maggio Mese di Maria
Perché la faccia mia sì t'innamora, Che tu non ti rivolgi al bel giardino Che sotto i raggi di Cristo s'infiora? Quivi è la rosa, in che il Verbo divino Carne si fece; quivi son li gigli, Al cui odor si prese il buon cammino. (Paradiso XXIII 70-75).
O Donna gloriosa, alta sopra le stelle, tu nutri sul tuo seno il Dio che ti ha creato. La gioia che Eva ci tolse ci rendi nel tuo Figlio e dischiudi il cammino verso il regno dei cieli. Sei la via della pace, sei la porta regale: ti acclamino le genti redente dal tuo Figlio. A Dio Padre sia lode, al Figlio el Santo Spirito, che ti hanno adornata di una veste di grazia. Amen
Il
VII centenario della morte di S. Alessio Falconieri (1310)
Le immagini sono preziose se indicano una causa, se evocano una realtà che va al di sopra del fatto di storia. Nella lunetta del Poccetti, (Chiostro Grande) l’anziano frate è disteso per umiltà sulla terra e vede Gesù nelle vesti di un ragazzo che lo invita a seguirlo in cielo. Animo sensibile, Alessio in terra aveva compreso una debolezza nei giovani frati: la mancanza di mezzi che rallenta l’apprendimento e la buona volontà. Elemosinò quindi per gli studenti perché potessero frequentare la Sorbona di Parigi o, come scrissero i vecchi commenti: Premé perché i giovani studiassero e fossero buoni.
Dall'alto: Beato Angelico, Presepe, 1451-1453, dall'Armadio degli Argenti, già alla SS. Annunziata di Firenze.
Beato
Angelico, Fuga in Egitto (particolare), 1451-1453, già
nell'Armadio degli Argenti della SS. Annunziata di Firenze.
Un'antica Immacolata Concezione dei Servi di Maria
Giuliano Panciatichi, Immacolata, 1523, Pistoia, SS.Annunziata.
Tutta bella sei, o Maria: la colpa originale non ti ha sfiorato. Tu gloria di Gerusalemme, Tu letizia d’Israele, Tu onore del nostro popolo. Bianca come la neve la tua veste; il tuo volto, come il sole. (Antifone ai II Vespri della solennità)
Andrea del Sarto
La
pubblicazione del padre Alessio M. Rossi, estratto dal Corriere d'Italia
e Avvenire d'Italia, I ottobre 1929 - Firenze - Tipografia S. Davite,
via Nazionale 19.La lapide sepolcrale si trova nella tribuna della
chiesa; il busto scolpito dal Caccini nel chiostro dei voti.
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Santuario dei Servi di Maria, scelto da Maria come suo giardino. In esso tante anime generose, abbandonando gli agi e le ricchezze, condussero vita austera e penitente e dettero preclaro esempio di eroiche virtù ... p. Luigi. M. Salimbeni (1937)
O Sette Santi Padri ... voi che rifiutaste il successo, il fragore e le distrazioni del mondo, per ritirarvi in solitudine ad ascoltare, attenti, la voce di Dio, pregate perché anche a noi sia concesso il gusto del silenzio terreno e della contemplazione celeste.
«Il monte è il luogo e il simbolo dell’incontro tra cielo e terra, dell’ascesa umana e della teofania [manifestazione di Dio]»
(G. Heinz-Mor, Lessico di iconografia cristiana, Milano 1995).
Gli Ordini religiosi dalla Spe Salvi di papa Benedetto XVI
"Bernardo di Chiaravalle, che con il suo Ordine riformato portò una moltitudine di giovani nei monasteri, aveva su questo una visione ben diversa. Secondo lui, i monaci hanno un compito per tutta la Chiesa e di conseguenza anche per il mondo. Con molte immagini egli illustra la responsabilità dei monaci per l'intero organismo della Chiesa, anzi, per l'umanità ... I contemplativi – contemplantes – devono diventare lavoratori agricoli – laborantes –, ci dice. La nobiltà del lavoro, che il cristianesimo ha ereditato dal giudaismo, era emersa già nelle regole monastiche di Agostino e di Benedetto. Bernardo riprende nuovamente questo concetto. I giovani nobili che affluivano ai suoi monasteri dovevano piegarsi al lavoro manuale. Per la verità, Bernardo dice esplicitamente che neppure il monastero può ripristinare il Paradiso; sostiene però che esso deve, quasi luogo di dissodamento pratico e spirituale, preparare il nuovo Paradiso. Un appezzamento selvatico di bosco vien reso fertile – proprio mentre vengono allo stesso tempo abbattuti gli alberi della superbia, estirpato ciò che di selvatico cresce nelle anime e preparato così il terreno, sul quale può prosperare pane per il corpo e per l'anima. Non ci è dato forse di costatare nuovamente, proprio di fronte alla storia attuale, che nessuna positiva strutturazione del mondo può riuscire là dove le anime inselvatichiscono? '' (13-15).
Anonimo senese, San Filippo mediatore di salvezza, 1346, Todi, già nel convento di San Marco dei Servi di Maria.
La Madonna dà una rosa al b.Francesco Patrizi (Siena)
Fratelli, se con Cristo siete risuscitati, cercate le cose di lassù, ove sta Cristo che siede alla destra di Dio; occupatevi delle cose di lassù e non di quelle di questa terra. Poiché voi siete morti (a questo mondo) e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. E quando apparirà Cristo, che è la vostra vita, allora anche voi comparirete con lui nella gloria
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''Quivi non è arte di pennelli, onde sia stato fatto il volto della Vergine, ma è cosa divina veramente''. (Michelangelo Buonarroti).
Le lampade votive d'argento della cappella della SS. Annunziata di Firenze ddi p. Eugenio M. Casalini e di Paola Ircani Menichini Collana Colligite 14, Firenze 2011. Un viaggio a ritroso nel tempo per ritravare questi preziosi oggetti della devozione e i loro donatori La traduzione della recensione in inglese e francese
Una bella immagine dell'Assunzione di Maria del secolo XVII-XVIII di autore ignoto, situata nel convento, e soprattutto da restaurare ...
L'Annunciazione del 25 marzo Ave, o Stella del mare, nobile Madre di Dio, vergine sempre, Maria, porta felice del cielo. L'angelo reca il saluto: l'Ave, messaggio di Dio, muta la sorte di Eva, dona la pace all'uomo. Rompi i legami dei miseri, rendi la luce ai ciechi, scaccia da noi ogni male, chiedi per noi ogni bene. Mostrati Madre per tutti, porta la nostra preghiera: Cristo l'accolga benigno, lui che si è fatto tuo Figlio. Vergine sola fra tutte mite e senza peccato, rendi i tuoi figli innocenti, miti e puri di cuore. Donaci un cuore sincero, guida alla via sicura, fin che vedremo il tuo Figlio gioia immortale per noi. Gloria all'Altissimo, al Padre, lode a Cristo, allo Spirito: salga al Signore, al Santo, l'unico e triplice onore. Amen. (Ave Maria, piena di grazia ...)
SAn Filippo e il lebbroso
San Filippo fu mosso a compassione nel vedere un lebbroso mendicare presso il villaggio di Camigliano di Montalcino. Andò in disparte, si levò il tonachino (la camicia di lana bianca) e lo dette al lebbroso dicendo le parole apostoliche: Argentum et aurum non est mihi, quod autem habeo hoc tibi do - L’argento e l’oro non sono con me, ma ciò che io ho, ti dò - Appena il lebbroso fu vestito con il tonachino, la malattia scomparve dal suo corpo.
San Filippo, il pane e l'acqua
Un angelo conduce S. Filippo e il compagno, in viaggio nelle Alpi di Savoia, verso una capanna dove i due frati troveranno pane e acqua. Il Santo ha pregato così per il compagno che la fame ha reso disperato: Signore Dio Padre Onnipotente, che desti da mangiare al tuo popolo e non cessi di nutrire tutte le tue creature ...
Il dono dell’acqua nel deserto ha un grande valore nei testi sacri e nell’insegnamento cristiano. Come ricorda già il Vecchio Testamento, a Mara, dopo tre giorni di marcia, gli Ebrei fuggiti dall’Egitto, trovarono dell’acqua che Mosè purificò con un legno gettato nel pozzo (Es 15, 22-26). Nell’oasi di Elim gli Israeliti contarono dodici sorgenti (15, 27); sull’Oreb sempre Mosé percosse una roccia con il bastone con cui aveva aperto il Mar Rosso e ne fece sgorgare acqua (17, 1-7). In una variante del racconto (Numeri, 20 1-11) Mosè domandò alla roccia di dare le sue acque, prima di colpirla con il bastone. Mosè prefigura il Cristo che sazia la sete spirituale dell’uomo. Giustino nel II secolo scrisse: il Cristo ha fatto scaturire da Dio una fonte di acqua viva nel deserto della conoscenza di Dio che era la terra dei pagani ...
Un particolare della lunetta di Andrea del Sarto: la morte di San Filippo e il miracolo del fanciullo resuscitato. Rappresenta tre religiosi Servi di Maria che benedicono il corpo di San Filippo Benizi. Andrea affrescò le lunette del Chiostro dei Voti tra il 1509 e il 1510.
San Filippo Benizi, Santo Padre dei Servi, fu priore generale dell'Ordine dei Servi di Maria dal 1266 all'anno della morte, avvenuta nell'ottava dell'Assunzione del 1285. La festa liturgica è celebrata dall'Ordine il 23 agosto.
IL culto a S. Giuliana Falconieri
S. Giuliana, ricordata per la sua devozione alla Madre del Signore e all’Eucarestia, morì il 19 giugno 1341.
Venne beatificata nel 1678 e canonizzata da Clemente XII nel 1737.
Il suo corpo si trova alla SS. Annunziata nella cappella del SS. Sacramento, un tempo patronato della famiglia Falconieri.
L'ostia assunta nel petto
L'ostia, che nel santino riprodotto sopra, la santa mostra di accogliere in sé, richiama alla mente il miracolo avvenuto prima della morte.
Non potendo essere assunta con la bocca a causa della malattia, essa le si posò sul petto e scomparve nel corpo.
In Morte di Beatrice
Levava gli occhi miei bagnati in pianti, e vedea, che parean pioggia di manna, li angeli che tornavan suso in cielo, e una nuvoletta avean davanti, dopo la qual gridavan tutti: - Osanna; e s’altro avesser detto, a voi dire‘lo. Allor diceva Amor: - Più nol ti celo; vieni a veder nostra donna che giace. - Lo imaginar fallace mi condusse a veder madonna morta; vedea che donne la covrian d’un velo; ed avea seco umilità verace, che parea che dicesse: - Io sono in pace.
Dante, Vita Nuova, XXIII
Il dubbio dell'angelo
«Il comandante in capo delle schiere celesti, ricevuto comando d’amore per l’uomo, si affrettò a presentarsi alla Vergine, come sta scritto. Giunto a Nazaret, davanti alla casa di Giuseppe, si fermò attonito al pensiero che l’Altissimo volesse discendere tra gli umili e diceva: ‘L’intero cielo, con il suo trono di fuoco, non è sufficiente ad accogliere il mio Signore, come sarà accolto da questa povera fanciulla? Il Terribile da lassù si farebbe visibile in terra? Ma certo sarà come egli vuole! Quindi, perché mi fermo e non volo e non dico alla Vergine: Ave, Vergine e Sposa?’» (dalla liturgia bizantina)
La SS. Annunziata di Firenze in una tela d'altare nella nella chiesa dei Servi di Maria della città di Innsbruck (Austria).
La SS. Annunziata in una vetrata della chiesa Primaziale di Arles in Provenza (Francia). Vademecum per i visitatori
Così
era a Firenze nel
1927
Latterie e ristoranti
La storia
Le tariffe degli alberghi
Tranvai elettrici dei dintorni e automobile per Monte Senario
Piccola guida di Firenze e Oggetti ricordo delle feste giubilari
Tranvai elettrici di città e autobus
S.
Madre di Dio 1 gennaio Sposalizio
di Maria 26 gennaio Presentazione
del Signore, già Purificazione di Maria 2 febbraio Lourdes
11 febbraio Maria
alla Croce venerdì di Passione Annunciazione
25 marzo Maria
dei Lavoratori 27 marzo Maria
di Bonaria 24 aprile Beata
Vergine della Ghiara, reggio Emilia 29 aprile Maria
Mediatrice 8 maggio Fatima
13 maggio Maria
di Montenero 15 maggio Maria
Ausliliatrice 24 maggio Visita
a Elisabetta 31 maggio Consolata
di Torino 20 giugno Medjugorie
25 giugno Madonna
del Sasso 2 luglio Maria
del Carmelo 16 luglio SS.
Gioacchino e Anna 26 luglio S.
Maria del Grappa 4 agosto S.
Maria della Neve 5 agosto Assunzione
15 agosto Maria
Regina 22 agosto Czestochowa
26 agosto Natività
di Maria 8 settembre S.
Nome di Maria 12 settembre Maria
Addolorata 15 settembre
Maria
Mercede 24 settembre
Maria
del Rosario 7 ottobre
Presentazione
di Maria 21 novembre
Immacolata
Concezione 8 dicembre
Maria
di Loreto 10 dicembre
Maria
di Guadalupe 12 dicembre |
L'immagine della SS. Annunziata il cui Volto fu dipinto dall'Angelo nel 1252 secondo la tradizione; a sinistra il Santuario e la Piazza con la statua di Ferdinando I (Giambologna).
O Madre degna di tutti i canti, o genitrice del Verbo Santissimo più di tutti i santi, accogli ora l'offerta: libera tutti da ogni sventura e riscatta da futura pena quanti proclamano: Alleluia. Inno acatisto Le immagini di Maria - in continuo aggiornamento ...
La cappella dei Pittori, un testo di Hans Geisenheimer
Il libro Memorie della chiesa, e convento della SS. Annunziata di Firenze di p. Filippo M. Tozzi del Servi di Maria (1765), trascrizione e note a cura di Eugenio M. Casalini, osm e di Paola Ircani Menichini, Biblioteca della Provincia Toscana dei Servi di Maria, IX, Firenze, febbraio 2010. Le 178 pagine comprendono ... continua Recensione in inglese e francese in Città manoscritte Vedi anche la presentazione dell'8 aprile 2010.
I frati di Cafaggio a Campaldino 11 giugno 1289
di p. Eugenio N. Casalini, Firenze 2009
I frati di Cafaggio sono i Servi di Maria della SS. Annunziata: così erano chiamati nel periodo delle origini dell'Ordine e del Santuario, nella seconda metà del Dugento. Nel libro la loro vicenda di religiosi e di «cavalieri» si snoda attraverso le vicende del secolo che furono legate alla guerra contro gli aretini, alla vittoria di Campaldino ea Guglielmo di Durfort che fu sepolto nel Chiostro Grande, e allo stesso Dante Alighieri.
In vendita nel negozio del Santuario.
IL Beato Angelico e l'Armadio degli Argenti della SS. Annunziata di firenze,
Collana Colligite, novembre 2007
Autore: p. Eugenio M. Casalini
Dal libro: Sta ora Messere Jesù in orazione. ... ma ora priega per sé. Abbili compassione; e maravigliati della sua profondissima umiltà. Con ciò sia cosa ch’elli sia Iddio ... e priega come persona abbisognosa. Considera ancora la sua perfettissima obbedienza. (Meditazioni sulla Vita di Cristo di fra Giovanni da Calvoli)
NEL NEGOZIO DEL SANTUARIO (10 euro) IL Periodico del SantUARIO
gennaio-febbraio 2010 novembre-dicembre 2009 il calendario della SS. Annunziata 2010 settembre-ottobre 2009 luglio-agosto 2009 maggio-giugno 2009 marzo-aprile 2009 gennaio febbraio 2009 luglio agosto 2008 settembre ottobre 2008 novembre dicembre 2008
LE TRADIZIONI
Novena e devozione dei Nove Sabati
alla SS. Annunziata di Firenze
(senza data, tipografia Istituto Gualandi, via Ripoli 181, Firenze).
Segnalazione di un saggio su un famoso padre dei Servi di Maria. Il cardinale Dionisio Laurerio di Fiorenzo Laurelli edito nella Rivista del Sannio 1997. Si aggiunge che la lapide che compare in apertura del saggio è stata ritrovata alcuni mesi fa nella chiesa dei Servi di Maria di San Marcello al Corso. Articoli del periodico bimestrale
Santa Maria Madre della Speranza La speranza è il sole della vita. Quando esso viene a mancare, l’anima dell’uomo si intristisce, non ha più ragioni per agire e tutto diventa cupo, Allora la disperazione, purtroppo non è lontana (fr. Gino M. Da Valle, osm, 2003)
Il terribile vento di compassione Gesù chiamava lo Spirito Santo Madre, perché in ebraico la parola ruah (spirito, in greco pneuma) è di genere femminile. Ruah significava anche vento terribile e straordinario, respiro, grande energia vitale e spirituale, forza di resurrezione, realtà immensa che è Dio stesso e dono universale.
Ti saluto Incanto Kaire kecharitomene dice in greco l’arcangelo Gabriele a Maria. I latini hanno tradotto Ave, gratiosa e in italiano suona Ti saluto piena di grazia.
Il Santuario della Madonna del Sasso Nel 1567 Giovanni Brina dipinse una Annunciazione per la Madonna del Sasso che riprendeva quello della SS. Annunziata di Firenze. Il Santuario è situato in Casentino vicino a Bibbiena a 11 km da La Verna. Il nome deriva da un masso sopra il quale nel 1347 una colomba bianchissima si posò per circa un mese.
L'Annunziata del Capitolo Vaticano In
occasione della Incoronazione del 1852 un quadro dell’Annunziata (v.
foto) fu inviato dai PP. fiorentini al Capitolo Vaticano come corredo
della documentazione di rito e tutt’ora si trova in questa sede. continua
Il cero
sospeso (il beato Gioacchino Piccolomini) Il cero acceso è sospeso in aria,
ben diritto, come sostenuto da una mano angelica, invisibile ai nostri
occhi. Sto dicendo di uno dei miracoli famosi dell’iconografia del
beato Giovacchino da Siena, dei Servi di Maria dell’Annunziata di
Firenze. San
Giuseppe e i Servi di Maria La
devozione dei Servi al santo sposo di Maria è documentata fino dal
Trecento. Immacolata
Concezione (8 dicembre) (I). La stella del mattino appare al
sorgere dell’aurora ed è un emblema di Gesù, di Maria e della
rinascita dell’anima. ricordata in un inno di S. Ambrogio del IV
secolo Aeterne rerum conditor (creatore eterno dell’universo). 8
dicembre: Immacolata Concezione (II) In
Inghilterra e in Normandia si celebrava già nel secolo XI una festa
della concezione di Maria; si commemorava l’avvenimento in se stesso,
soffermandosi soprattutto sulle sue condizioni miracolose (sterilità di
Anna, etc.).
Dalla
mangiatoia al sepolcro. Dal sepolcro alla vita. Rifiutato dagli uomini (non c’era
posto per loro nell’albergo (Lc 2, 7), la Vergine Maria depose il
suo bambino in una mangiatoia o greppia che serve al nutrimento degli
animali. La possiamo immaginare intagliata nella roccia secondo lo stile
del paese (Lc 2, 7; 12, 16) e sita in una grotta. Secondo un’antica tradizione
riportata da Brunetto Latini (Tesoro) Cristo muore il giorno dell’
Annunciazione, anche se non cade di Venerdì Santo. Maria,
Ostensorio di Dio
I l Rosario di Andrea del Sarto (1509-1510) vedi
Dopo alcuni anni di inattività, è rinato il Centro Culturale Mariano. L'inaugurazione si è tenuta sabato 21 marzo 2009 ore 15,30. Pensiero a Maria In occasione delle solennità del Signore e della Madre sua, il Santuario con i religiosi e gli amici vuole unirsi a tutte le opere e preghiere verso Maria fatte nelle chiese, davanti ai tabernacoli o alle Sue immagini ... In molti modi, attraverso i tempi, anche noi abbiamo rivolto i nostri pensieri e le nostre azioni alla Madre, la Santa Annunziata che con amore e coraggio ha fatto nascere Colui grazie al quale il mondo vive e spera sempre in ogni cosa bella, giusta e onorevole.
I fiori dei nostri santi Quando S. Alessio capì che stava giungendo la morte (1310), l’attese sorridendo, in mezzo alla gente accorsa per vedere l’«avvenimento»; alcune colombe volarono sul suo capezzale facendo cadere dei fiori e Gesù bambino (o giovinetto) gli presentò una corona anch’essa di fiori. Nel tempo che morirono i SS. Uguccione e Sostegno, a Montesenario, S. Filippo Benizi che era lontano, vide due candidi gigli recisi dallo stelo salire al cielo, offerti alla Vergine, e comprese che gli amati confratelli erano morti. Nella comunità dove si trovava, il santo disse ai religiosi: Gaudete Fratres, duo Lilia, quae in agro nostro militanti florebant, in agro triumphanti modò transplantata vernant in conspectu Domini ... et veluti duae Olivae, et duo Candelabra lucentia exixtunt modò ante Deum. [Rallegratevi fratelli, due gigli, che fiorivano nel nostro campo militante (nella chiesa operosa sulla terra) si sono rinnovati poco fa, nel campo trionfante (nella chiesa del cielo) al cospetto di Dio ... e come due ulivi, e due lucenti candelabri sono comparsi davanti a Dio].
Il bacio della giustizia e della pace Scrisse il padre Agostino M. Morini che la Passione del Figlio e la Compassione della Madre sotto la Croce furono la manifestazione di due grandi amori e il frutto del bacio della Giustizia e della Pace, cioè la misericordia divina. Gesù percorse Israele insegnando come Maestro per tre anni, ma con la sua morte e resurrezione, insegnò che niente di divino va su questa terra scompagnato dal dolore, e che le opere più grandi di Dio si operano nel silenzio e prendono vita qui nel dolore. Inutile quindi lamentarsi, recalcitrare, lasciarsi prendere dall’umiliazione e dai dubbi. Maria ci insegna il grande valore del patire e del contemplare la sofferenza del Figlio. Gesù
apparve ai suoi contemporanei come un uomo benevolo e maestoso, davanti
al quale facevano ressa i piccoli, e fuggivano i profanatori del tempio.
Con la croce la sua predicazione fu annullata; tuttavia Egli, in presenza del popolo che lo rigettava, del soldato romano che lo riconosceva, ebbe l’autorità di creare una nuova famiglia e dall’ultima goccia di sangue del costato trafitto, ordinò a Giovanni di prendere con sé la Madre. |