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San Clemente ai Servi di Siena e l'Immacolata

 

 

 

La chiesa dei Servi di Siena e l'Immacolata.

 

Da sempre dedito alla cura del culto verso la Vergine Maria, l'Ordine dei Servi nella sua storia non ha mancato di promuoverlo in diversi campi: nello studio, nella liturgia, nel canto, nell'arte, nella devozione e nella preghiera. Nel capitolo I delle Constitutiones Antiquae, il De reverentiis Beatae Virginis Mariae (Atti di devozione verso la beata Vergine Maria) prescriveva che ogni chiesa del nostro Ordine e l'Altare Maggiore fossero fondati e consacrati in onore di Nostra Signora, dove non si oppongano particolari impedimenti. Questi particolari impedimenti si potrebbero ritrovare per la chiesa di S. Clemente dei Servi di Siena. Pochi sanno invece che essa pare fosse stata la prima ad essere stata consacrata all'Immacolata Concezione. È noto che i Servi giunsero a Siena nel 1250, stabilendosi fuori le mura cittadine. Alcuni anni dopo, nel 1263, il vescovo di Siena fra Tommaso, dell'Ordine dei Predicatori, affidò al priore fra Domenico la chiesa e la parrocchia di S. Clemente, posta sul poggio di Castel Montorio all'interno delle mura, il luogo dove ancora oggi si trova S. Maria dei Servi, carica di storia e santità. Riguardo a S. Clemente, i documenti posteriori all'affidamento lasciano intendere che i Servi stessero costruendo una nuova chiesa oppure ristrutturando la precedente, integrandola nei nuovi ambienti. Per questa ragione può darsi che, pur essendo intitolata la parrocchia a S. Clemente, la chiesa di allora fosse chiamata nei documenti dei frati Servi di Santa Maria o ecclesia Sanctae Mariae Servorum. Il titolo di S. Maria è rimasto radicato a Siena fino ai giorni nostri a indicare la chiesa dei Servi, mentre S. Clemente ha designato la parrocchia fino al 1992, quando divenne canonicamente parte di quella di S. Martino.

Resta tuttavia da spiegare il rapporto tra la chiesa e l'Immacolata. Per avere notizie bisogna cercare negli eventi che segnarono la storia della repubblica di Siena nel ‘500. L'insperata vittoria dei senesi, il 25 luglio 1526, sulle soverchianti truppe fiorentine e pontificie che assediavano la città, ottenuta sotto le insegne Intemerate et Gloriose nostre Virginis Mariae, venne seguita dal voto della città prima di costruire e poi di consacrare espressamente una chiesa all’Immacolata. Ed essendo proprio in quegli anni conclusasi la ristrutturazione della chiesa dei Servi (il fulcro della devozione mariana in città prima della Madonna di Provenzano), la scelta cadde naturalmente proprio su questa. Una convenzione tra gli Otto Magnifici Signori di Balia e i Servi di Maria in data 21 ottobre 1533 ricorda:

“In primis, che il convento de frati di S. Maria de Servi di Siena, essendo la chiesa loro intitolata et consacrata sotto l'invocazione et titolo de l'Immacolata Concettione di Maria Vergine, debbi ogni anno in perpetuo otto giorni inanzi la festività d'essa Immacolata Concettione, che è a giorni otto di dicembre, sonare solennemente a festa […].

- Item, ch'in la chiesa et decto convento di Santa Maria de Servi, da la vigilia d'essa festività de la Concettione inclusive per infine e durante decta ottava, solo vi si abbi di celebrare divini offici e messe di decta Immacolata Concettione.

- Item, che due mattine inanzi l'ottava di essa Concettione, all'hora solita delle messe, vadino le trombe del palazzo sonando a visitare decta chiesa di Santa Maria de Servi, sì come sogliono andare a più feste de la città.

- Item, che li frati d'esso convento, due giorni inanzi alla predecta ottava, mandino all'hora solita del Concistoro una coppia di frati loro a convitare li magnifici et excelsi Signori et similmente li magnifici Signori Ufficiali di Balia, che lo sia di piacere di la mattina de decta ottava d'essa Concettione andare a visitare la decta lor chiesa di Santa Maria de Servi, intitolata et consacrata come di sopra ad essa Immaculata Concettione […].

- Item, che la mattina de la predetta ottava, li detti frati del convento di Santa Maria dei Servi de la Concezione, a hora debita, solennemente venghino in processione al palazzo a compagnare li magnifici et excelsi Signori, li quali habbino et debbino con li magnifici Signori Ufficialli di Balia et con li ordini et con onorevole offerta di cera bianca del palazzo, Signor di Balia, et ordini et arti de la città, et con el gonfalone de palazzo dedicato a decta Immaculata Concettione innanzi, andare a visitare la predecta chiesa di Santa Maria de Servi de la Concettione. Et li presenti frati immediate a l'altar maggiore di decta Immaculata Concettione o chiesa, faccia celebrare una solenne messa cantata di detta Immaculata Concettione: osservando in tutto et per tutto circa detta visitazione, offerta et altre solennità, il medesimo che si osserva ne la chiesa et a la chiesa cattedrale el giorno proprio de la festività d'essa Immaculata Concettione.

- Item, i predetti frati di decto convento habbino et debbino el giorno seguente di detta ottava, con la cera de la detta offerta, celebrare in detta loro chiesa uno universale officio de i morti per l'anima dei defunti benefattori del decto loro convento ...”.

La chiesa di Servi venne consacrata con grande fasto all'Immacolata Concezione il 18 maggio 1533 dal vescovo di Pienza, Girolamo Piccolomini. I frati tenevano proprio in quei giorni a Siena il Capitolo generale, ricorrendo il III centenario della nascita dell'Ordine. Una piccola lapide in fondo alla chiesa ricorda l'evento:

ILL.MUS ET R.MUS HYER.S PICCOLO.US EP.US PIET.US HA.C AECCLESIAM CONSECRAVIT DIE XVIII MAII. A.D. MDXXXIII.

Emanuele M. Cattarossi

La SS. Annunziata, XXVI, novembre-dicembre 2006.